Hans Peter Arp, chimico ambientale presso l’Istituto Geotecnico Norvegese, ha riportato i dati forniti dall’Agenzia per l’Ambiente del Regno Unito relativi alle concentrazioni di acido trifluoroacetico (TFA) in 50 siti di acque superficiali e 43 siti di acque sotterranee in tutto il Regno Unito. Il TFA, un sottoprodotto dell’HFO-1234yf e di altri F-gas, è stato rilevato in tutti i campioni di acque superficiali con una media di 2,6 mcg/L. Nelle acque sotterranee il TFA è stato rilevato nel 90% dei campioni, con una media di 2,8 mcg/L.
L’UE ha stabilito una nuova direttiva quadro sulle acque in base alla quale, qualora il TFA fosse l’unico PFAS presente nelle acque superficiali tra i 25 PFAS designati, il relativo standard di qualità ambientale sarebbe pari a 2,2 mcg/L, valore rispettato o superato nel 45% dei campioni di acque superficiali e nel 42% dei campioni di acque sotterranee. Arp ritiene che i risultati relativi alle acque sotterranee siano «più allarmanti» perché «quando un lago viene inquinato, [le acque sotterranee] sono sempre state il piano B». Maggiori informazioni su questo argomento sono disponibili su The I Paper e Greenpeace Unearthed. Uno studio simile condotto nel Regno Unito è stato pubblicato da Fidra nel 2025.


